giovedì 14 febbraio 2013

B. e' un cattivo politico; ogni tanto dice la verita'




L'ultima uscita di Mister B , tra l'apprezzabile slancio di verita' e l'induzione al crimine: " Eni, Enel e Finmeccanica trattando con altri Paesi per vendere i loro prodotti devono adeguarsi alle condizioni di quel Paese”.
L'uomo di Arcore, si sa, e' soggetto particolare. Tanto diabolico da autoconvicersi delle assurdita' piu' disparate, per rifilarle poi come verita' divina, spinto da un'intima convinzione di autenticita'. In questo complicato percorso, espressione forse della sua massima forza e debolezza, inciampa in pensieri che sono comuni a tutti, senza che nessuno altro si incarichi pero' di condividerne le ragioni e il senso.
Memorabile la sua uscita sui cassintegrati Fiat, cui consigliava di occupare il tempo con un lavoretto "non ufficiale". Apriti cielo: sindacati, giornali, opposizioni, uniti in una pioggia di critiche. Peccato che tutti, nessuno escluso, ad uno zio nella medesima situazione avrebbero dato lo stesso, identico, consiglio.
L'esternazione di ieri sulla necessita' di adeguarsi alle condizioni dei paesi cui si vuole vendere un prodotto, ivi compreso alla procedura di pagare mazzette, ha provocato reazioni sdegnate da tutti i fronti. Il problema e' che, oltre ogni ragionevole dubbio, tutti sanno che cosi vanno le cose all'estero qualche volta, e da noi quasi sempre. Lo scandalo quale sarebbe?
Aver riportato un pensiero largamente condiviso ( e ancor di piu' adottato ) e' fatto assai meno grave della sua ripetuta , e metodica, applicazione. E poco importa che Mister B. lo abbia fatto in buona fede, o con intenti di craxiana memoria ( nessuno si tiri fuori, o il tempo presto o tardi, si incarichera' di chiamarlo spergiuro); ha semplicemente attestato una situazione in essere. Per una volta, le sue convinzioni collimano perfettamente con la realta' dei fatti, e me lo rendono piu' agevole nell'ascolto di un Maroni o un Bersani qualsiasi che gridano allo scandalo. Fare gli gnorri, miei cari politici professionisti, conviene sempre.

sabato 9 febbraio 2013

La campagna elettorale: un sudiciume insopportabile


Qual'e' il limite di umana sopportazione alla manipolazione dei fatti, alle promesse inusitate, al raggiro degli elettori? L'abbiamo passato da un pezzo..
 
Mi sono astenuto finora dal commentare questa campagna elettorale, sopraffatto da un acutissimo senso di disgusto , alimentato a piu' riprese da ogni lato del campo da contendenti sempre piu' "generosi", e incredibilmente fantasiosi.
Berlusconi, come al solito, solletica gli istinti peggiori degli italiani: restituzione dell'Imu, condono edilizio, e perche' no, anche giudiziario. Il fatto che a seguito di questi annunci sia risalito nelle intenzioni di voto, dimostra quanto abbia capito molto lui e poco noi della vera natura degli italiani.
Poi c'e' Bersani, che cerca di mantenere l'esiguo vantaggio che i sondaggi gli attribuiscono, con una posizione ondivaga e molto diplomatica. Riesce nell'impresa di essere a capo del partito piu' votato nel paese, senza aver fatto una, sola, promessa di reale cambiamento; niente sulle regioni, sulla corruzione, sugli organi di controllo delle banche, sul finanziamento ai partiti, ai giornali; nulla. E nonostante questo, gli sono attribuiti circa il 30% dei consensi; anche questo e' indicativo del livello dell'elettorato.
Poi c'e' il "nuovo", Ingroia, che tolta la veste di magistrato al servizio del paese, ha indossato i panni del politico consumato, citando Falcone e Borsellino a ripetizione in campagna elettorale, fino a provocare le reazioni sdegnate delle famiglie, con cui non ha ritenuto di doversi scusare. Non cito Fini e Casini perche' categoria a parte, avendo gia' "dato"in questa speciale classifica piu' dell'immaginabile.
Dulcis in fundo, l'esimio proff. Monti, cui la parvenza di serieta' e sobrieta' erano categorie ascrittogli anche dai suoi piu' feroci denigratori, me compreso. Essere passato dal rigore delle tasse come ineludibili, alle attuali posizioni molto piu' concilianti, lo ha collocato nella schiera dei politici piu' consumati. Il successivo passaggio ,con tanto di foto con i nipotini prima, e con il cane in braccio dopo, gli regala un salto di qualita': il premio per chi mi disgusta di piu'; complimenti professore.

Agg. 12/02/2013
Per l'appunto...http://www.corriere.it/politica/speciali/2013/elezioni/notizie/13-febbraio-empy-monti-noleggio_d27541da-7515-11e2-b332-8f62ddea2ca4.shtml

mercoledì 30 gennaio 2013

Ingroia tradisce Falcone, la sua storia, se stesso



La maledizione della politica coinvolge anche l’ex magistrato: chiunque ci entri, incomincia un percorso vorticoso verso il basso.

Ho spesso guardato con simpatia in questi anni ad Antonio Ingroia, sia per le sue battaglie antimafia, che per quelle contro la corruzione in politica. Era il simbolo di quel che restava in Italia della voglia di giustizia e legalità; un baluardo contro quei “poteri forti” che lo avrebbero voluto neutralizzare in ogni modo, con le buone o con le cattive maniere. La sua repentina decisione di accettare un incarico investigativo in Guatemala segnava un punto di svolta in negativo; rinunciava per sempre, a torto o ragione, alla sua missione al servizio della nazione, caratterizzata da quell’eroismo silenzioso che già fu di Falcone e Borsellino.
Eppure, non veniva meno del tutto la stima; l’incarico era comunque nell’ambito delle competenze acquisite, e non tutti hanno l’animo, ed il coraggio, di mantenere fino alla fine un mandato il cui adempimento può dover comportare atti di eroismo. Questo, il preambolo. Ma il magistrato palermitano ha ritenuto di rinunciare, “scendendo” in politica. Tale scelta comporta l’impossibilità del ritorno alla carriera di magistrato, perché ormai privato del ruolo super partes, e della credibilità necessaria per sostenerlo. Significa cioè abdicare per sempre dal principio di impegno inteso come servizio alla collettività, per optare per posizioni che regalino maggiore prestigio e potere. Scelta legittima, per carità, ma in linea con quanto espresso dai parlamentari dell’intero arco costituzionale dell’ultimo ventennio.
Abbiamo bisogno di un altro politico cosi? Suo compagno di merende, un altro ex magistrato caduto in basso, Luigi De Magistris. Quest’ultimo, da sindaco di Napoli, ha trascinato la città in un girone infernale dantesco, trovando come soluzione ai problemi divenuti ormai esplosivi la propria candidatura ad un seggio in parlamento, tradendo cosi l’impegno preso con gli elettori della propria città. Da europarlamentare aveva fatto lo stesso.
Ieri, Ingroia ha paragonato se stesso a Falcone, citando poi Borsellino, alla disperata ricerca di consensi, tradendo il suo ex collega, la propria storia, se stesso. Alle (scontate) proteste della sorella Maria Falcone, ha trovato il coraggio di replicare: “Si informi”. Nulla da aggiungere, se non la constatazione, che la politica è un re Mida al contrario: riesce a insudiciare tutto ciò che tocca.