martedì 23 aprile 2013

E' tempo per il lavoro sporco. A chi affidarlo?



Alla fine di tutto il teatrino per l'elezione del Presidente, una sola cosa è certa: i conti non tornano, e a pagare non sarà chi dovrebbe...
 
Eccoci. Dopo i proclami, le promesse, e le strade lastricate di buone intenzioni, siamo al dunque: la formazione del nuovo governo. L'ampia maggioranza che ha sostenuto il governo Monti si riproporrà, presumibilmente per fare le stesse cose, e forse anche di peggiori. La sospirata ripresa, (falsa) panacea di tutti i mali è rimandata di anno in anno, e presto scatterà in automatico la prevista addizionale sull'iva.
Delle cause prime del nostro sconquasso, come il non funzionamento della giustizia e dell'informazione, si è persa ogni possibile soluzione, dopo il pronunciamento dei "saggi": niente intercettazioni e appellabilità dei processi solo con sentenza di condanna; niente stop ai finanziamenti pubblici ai partiti e all'editoria, amen.
Con la casta chiusa a "catenaccio" (nella migliore tradizione italiana) occorre qualcuno di presentabile per le prossime (impresentabili) mosse. Inutilizzabile Monti (già abusato), si pensa ad Amato; le credenziali sono quelle giuste: una pensione da oltre 31000 € mensili all'attivo e un prelievo sui conti correnti degli ignari italiani perpetrato già nel 1992. Ma qualcuno potrebbe insospettirsi, e allora giu una lista di nomi, tutti utili ed atti allo scopo: continuare la deupaperazione del portafogli degli italiani, indicandola come fatto inevitabile, ed anzi utile ad evitare guai peggiori.Un nome vale l'altro.
Dopo che tutti i partiti hanno dichiarato l'iniquita dell'ici sulla prima casa, andandola a pagare nei prossimi mesi, gli elettori Pd\Pdl subdoreranno di essere stati presi in giro? E quali misure potranno adottare, ora che il Quirinale è blindato, e che B. ha conquistato un'impunità ad oltranza? Questi due simpatici (...) vecchietti sono, restano, i guardiani inossidabili e insuperabili del sistema.
Da par mio, ormai vedo un'unica soluzione, di fantozziana fattura: una messa cantata. Contro.

domenica 21 aprile 2013

Napolitano eletto presidente. Ma di chi?


I giochi si sono chiusi, finalmente. Nel balletto della politica la priorita' era una soltanto: riuscire a mantenere lo status quo, preservando le ristrette oligarchie monopoliste, e ritardare per quanto possibile, qualsiasi cambiamento significativo. Per pagare e morire c'e' sempre tempo, recita l'adagio. Ci si poteva riuscire meglio abbandonando al suo destino B. (alla stregua di Craxi), o sopraelevandolo spavaldamente al di sopra della legge?
Si e' scelta la seconda soluzione, dopo finti accordi, tradimenti, e voltafaccia di ogni sorta.Tutti sanno che la rielezione di Napolitano passa per il promesso salvacondotto giudiziario di B., prossimo senatore a vita. Non e' il destino del singolo che ci preme, ma il principio d'impunita legalizzata che ormai e' pensiero dilagante delle (presunte) elite del paese.
Per sette lunghi anni (salute permettendo), saranno precluse le strade che portano alla giustizia sociale, all'uguaglianza, al merito. Ci sara' un ulteriore crollo della produttivita', e i migliaia di reati finanziari che ci hanno portato al disastro resteranno senza responsabili, tra una prescrizione e l'altra. 
Nessuno potra' aspettarsi altro, viste le conclusioni e le priorita' dei "saggi" del Presidente: usare le intercettazioni solo a reato gia' accertato, limitare l'appellabilita' dei processi alle sole condanne, mantenere finanziamenti pubblici a partiti ed editoria.
Una sola, piccola speranza: l'elettore del Pd, comincera' ad avere il dubbio che gli interessi di Berlusconi siano stati difesi dal suo voto? Capira' che D'Alema ha evitato l'elezione non solo di Rodota', ma persino di Prodi? Sospettera' che il vecchio ed il giovane Letta, stranamente (...), abbiano la stessa, identica, visione della gestione della res publica? Forse adesso, dinanzi all'evidenza piu' estrema, si.
Ma la sua poca lungimiranza ci costera' sette anni di guai: il nuovo settennato del Presidente... della casta.


martedì 2 aprile 2013

Oltre il gattopardo


In mezzo alla crisi economica, sociale, morale, più ampia e dilagante che si ricordi a memoria di uomo, che facciamo? Ci affidiamo ad un 87enne chiedendogli di traghettarci verso il futuro…
 
D’accordo, le elezioni non hanno dato un responso univoco (e come potevano, essendo in vigore una legge elettorale fatta apposta per evitarlo?); Bersani ha fatto delle consultazioni ridicole, e il M5S si è arroccato in una posizione quantomeno discutibile. Ma l’operato di Napolitano, come può essere giudicato?
Il presidente, il nostro presidente, ha l’onere e l’onore di rappresentare le istanze degli italiani nella loro interezza, ed agire di conseguenza. E la richiesta di rinnovamento, è o non è l’unico dato chiaramente decifrabile all’interno delle pur complesse dinamiche elettorali?
Di fronte a questa istanza chiara, cristallina, e necessaria, la risposta è stata scioccante; una commissione (di soli uomini) espressione massima e rappresentativa della casta nei suoi diversi interessi e sfaccettaure. Non mi dilungherò nella lista dei 10 “saggi” (…); mi basta citare i più illustri rappresentanti dei due poli, Violante e il suo orgoglio nell’affermare di “non aver fatto nulla per il conflitto di interessi”, e il buon (…) Quagliarello, difensore delle cause perse: “Nei confronti di Nicola Cosentino la magistratura ha dato prova di una notevole capacità di contorsionismo: prima doveva andare in carcere in quanto parlamentare e/o candidato, ora pur non essendo parlamentare deve andare in carcere lo stesso”.
Non è difficile immaginare che a tale confusione i mercati reagiranno con pesanti manovre speculative, che rafforzeranno la sensazione di “inevitabile” ritorno alle soluzioni bipartisan e alle (famigerate) larghe intese; ma forse anche questa è una strategia largamente immaginata..
Siamo oltre “il gattopardo” e la necessità di “cambiare tutto, perché nulla cambi”, siamo oltre l’ostentazione del potere, oltre alla bieca perseveranza nell’errore; siamo alla violenza della sopraffazione, agli schiaffi, quelli che Napolitano ha dato agli italiani e alla loro speranza di cambiamento..